martedì, 14 novembre 2006
Come accennato nel post di ieri, vorrei parlarvi della Villaggio Maori Edizioni.
E' una casa editrice no profit, creata e gestita da giovani studenti, il cui unico obiettivo è la promozione dell'autore dei libri pubblicati per "evitare ad autori sconosciuti di finire nella trappola dell'autoproduzione. Gli autori della Villaggio Maori Edizioni hanno due caratteristiche fondamentali: non sono affermati e non pagano per pubblicare, anzi, sono pagati".
Un impegno editoriale dai tratti affascinanti.
Il profitti dei libri venduti (dal costo veramente irrisorio, 1 e 2 euro a quaderno) sono ripartiti tra i costi di produzione (stampa e distribuzione) e tra i disegnatori delle copertine e l'autore "perché siamo convinti che sia lui il principale protagonista nella pubblicazione di un libro, e gli altri soltanto personaggi secondari".
Conosco personalmente due ragazzi della Villaggio Maori: Salvo e Massimo. E vederli al lavoro, al banchetto delle vendite che allestiscono durante le serate in Facoltà, e parlare con loro all'Università mi convince sempre di più del fatto che un'editoria di scrittori emergenti, senza favoritismi alle "grandi firme", è davvero possibile.
E sono molti, in Italia, i piccoli editori che lavorano in tal senso.

I "quaderni" della Villaggio Maori presenti della mia libreria:
  • Salvatore La Porta, Il 17, 2004 (Narrativa, 30 pagine)
  • Joe Schittino, L'attendente, 2004 (Narrativa, 22 pagine)
  • Giuseppe Mendola, Stanislao, 2005 (Collana per ragazzi, 22 pagine)
  • Alessandro Sparatore, La regola delle rose dispari, 2006 (Narrativa, 31 pagine)
  • Aureliano Castiglione, Genesi, 2006 (Narrativa, 15 pagine)
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categoria:villaggio maori edizioni
lunedì, 13 novembre 2006
"Non un numero qualsiasi.
Incerto, in bilico tra sfortuna e fortuna: numero demoniaco.
E da demone inquieto, con il suo sguardo da beffa: puntare il 17 è puntare realmente la sorte.
Se la roulette è sfida, il mio numero ne è l'essenza."

Lui è un uomo che ha sempre vissuto tra roulette, bordelli e matrimoni con vedove ricche e anziane da cui ha ereditato grandi fortune.
E lui ha un chiodo fisso: il 17. Il suo dio, il suo demone.
Le vedove, le prostitute, il gioco... tutto si mescola ripetutamente, in questo libricino che ho letto in macchina, al ritorno dal lavoro, tra un semaforo ed un altro...
Salvo La Porta riesce a creare, con piccole e rapide pennellate la vita di quest uomo, che ha vissuto (VIXI - il XVII) per le donne e muore per due donne.
Lo consiglio, soprattutto perché pubblicato da una casa editrice no profit (di cui vi parlerò domani).




Il 17
Salvatore La Porta
Villaggio Maori Edizioni
Anno 2004
30 pagine
Vai al sito della Villaggio Maori
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venerdì, 10 novembre 2006
Chi è la Geisha? Come vive?
In occidente generalmente si crede che "geisha" sia un sinonimo di "prostituta"; il libro di Arthur Golden vuole sfatare questo mito, raccontando la storia di Sayuri, una geisha affermata e famosa nel quartiere di Kyoto che, durante la sua vita ha sofferto molto.
Prima la separazione dalla sua famiglia: una madre gravemente malata ed un padre povero che decide di "vendere" la piccola Chiyo e la sorella maggiore; poi la separazione forzata tra le due sorelle; infine le angherie che Chiyo deve sopportare da parte di Hatsumomo (geisha di successo che vive nel suo stesso okiya).
La vita di Chiyo cambia quando incontra Mameha, che la istruisce per diventare una vera geisha.
Il libro racconta, passo dopo passo, tutte le fasi di dura preparazione e studio (l'arte del té, la danza, l'intrattenimento, il canto, la musica dello shamisen). Ma anche l'amore: una geisha non può innamorarsi (se non di nascosto dal proprio Okiya) e la sua vita è regolata dal denaro, gestito dalla Mamma dell'Okiya.
Persino il mizuage (la perdita della verginità) è regolato dai soldi e da una vera e propria asta al rialzo tra i notabili della società.

Il libro è molto appassionante, ben scritto (anche la traduzione in italiano rende molto) e riesce a far entrare il lettore in quel mondo, che è quello giapponese, a molti sconosciuto, riuscendo a catapultarlo negli anni 20 e nel periodo della seconda guerra mondiale.

Una scena che mi ha colpita e che per molti capitoli ha causato una "fitta" allo stomaco è quella in cui Chiyo viene visitata dalla anziana donna del proprio paesino. Uno strano effetto.
Unico appunto negativo: il finale. Mi ha delusa molto e, secondo me, ha fatto perdere quell'aura di mistero che era riuscito a creare.

Da leggere, assolutamente, prima di guardare l'omonimo film (che ha perso molti particolari interessanti durante la lavorazione).


Memorie di una geisha
Arthur Golden
Edizioni TEA (Coll. Teadue)
Anno 2000
571 pagine
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categoria:giappone, letteratura, memorie di una geisha, arthur golden, sayuri
giovedì, 09 novembre 2006
E' arrivato! Eccolo!
E' il fatidico "blocco da pagina bianca". Non credevo esistesse davvero! Non mi è capitato nemmeno quando ho cominciato a scrivere la tesi. Sapevo esattamente cosa e "quanto" scrivere... e invece qui mi blocco... misteri! Ma tant'è.
Bene, cominciamo.

Intanto:
- Benvenuta a me nel magico mondo di splinder (il mio blog "principale" è sul cannochiale)
- Benvenuto al mio nuovo blog
- Benvenuti a voi che mi leggete e che, spero, resterete a leggermi.

Devo innanzitutto presentarmi.

Mi chiamo Daniela, ma chi mi conosce online sa che ormai sono solo ed esclusivamente Dnl. Ho 24 anni e sono iscritta al terzo anno (fuoricorso, ahime) in Scienze della Comunicazione.

Sono moderatrice del forum degli studenti di Lettere e Filosofia di Catania da quattro anni e, da due, ne sono anche amministratrice e responsabile della sezione Didattica.

Sto scrivendo la tesi di Laurea. Il relatore sarà il mio professore di Letteratura Italiana e, come argomento, abbiamo unito la letteratura alla mia passione: internet e i blog. La tesi verterà principalmente sui blog letterari e sarà sperimentale. Ma come si sperimenta una tesi sui blog letterari? La risposta è troppo semplice. Quindi: eccomi.

E' stato molto più difficile decidere il nome del blog (un grazie al mio preziosissimo collega - di università e di forum - Gherardo "Lord Goring") che sapere cosa effettivamente va pubblicato in un blog.

Spero che con i vostri commenti mi aiuterete a "sperimentare".

Blogeskine, per chi se lo fosse chiesto, è un dnl-logismo: deriva da moleskine, il famoso quaderno di appunti nero con chiusura ad elastico, usato dai più grandi artisti francesi dell'800.
Cos'è un blog se non, anche, un quaderno di appunti virtuale in cui scrivere i propri pensieri, commenti ed opinioni?

Io ho un moleskine su cui appunto tutto ciò che serve per la tesi. E lo uso soprattutto per "fermare" i pensieri mentre sono sull'autobus che mi porta da Siracusa a Catania (da casa in facoltà). Ho pensato che un nome migliore non potesse esistere.

Di cosa parlerà questo blog? Di letteratura. Di libri che ho letto, di libri che sto leggendo, di incontri letterari (presentazioni di libri, caffé letterari) e quant altro.

Spero di non deludere i miei lettori.
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categoria:presentazione, dnl