martedì, 10 aprile 2007
"Sono matto, sono una meravigliosa imperfezione, come uno stupendo sbaglio di Dio."

Cominciamo dal dire che il libro di Simone Cristicchi non è un libro, così come recitano Massimo Bocchia e Matteo Pelliti nella prefazione. Una prefazione che è alla fine del libro.
Non è un libro. E' un percorso. A volte strappa un sorriso amaro, a volte fa vergognare di come le persone "sane" siano talmente spietate da sembrare malate.

E' un viaggio nei centri di igiene mentale, (subdola parola, come se volessero portare quei cervelli alla lavasecco) dove si incontrano migliaia di storie di uomini e donne, di matti, ma anche storie di persone che finivano al manicomio perché disabili fisicamente.
I racconti dei maltrattamenti che hanno dovuto subire queste persone prima della Legge Basaglia fanno venire la pelle d'oca...

Molti "personaggi" (che sono persone reali) e molte frasi raccolti nel libro si ritrovano nei testi delle canzoni di Cristicchi: la Morlacca, la risposta (dipende da quale parte del cancello stai...). Molte frasi racchiuse nel testo di Ti regalerò una rosa sono sparse qua e là all'interno del libro.

Non voglio dire troppo.
Solo, che non è un libro né difficile né pesante. Non è una tortura leggerlo (mia sorella dice che le cose tristi non le piacciono. Ha paura di leggere cose che le mettono paura).

Da non tradire la richiesta di Simone Cristicchi quando pubblica le lettere dal Manicomio S. Girolamo di Volterra: leggerle ad alta voce per restituire la voce ai malati resi muti dalla censura.
 Lettere mai consegnate ai destinatari. Parole, suppliche, richieste di tornare a casa soffocate da chi aveva dato l'ordine di non recapitare la corrispondenza e da chi eseguiva l'ordine.
Ma i malati non sapevano di questa interruzione di comunicazione e si riempivano di triste risentimento per quei familiari che non rispondevano, non perché si erano dimenticati di loro, ma perché non hanno mai saputo di quelle lettere.
Lettere lucide, forse con qualche errore, ma pienamente coscienti, tanto da dubitare che chi le ha scritte fosse davvero matto.

Amaro in bocca, quando si finisce di leggerlo.


Centro di Igiene Mentale
Un cantastorie tra i matti
Simone Cristicchi
Mondadori
Anno 2007
245 Pagine
€ 15,00
Il libro su IBS
Il blog di Simone Cristicchi
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categoria:mondadori, simone cristicci, centro igiene mentale
venerdì, 06 aprile 2007
E' come se l'avessi chiamato non appena ho chiuso quel libro.
Andrea De Carlo sarà a Catania, presso l'Auditorium dell'Ex Monastero dei Benedettini (casa mia ) venerdì 13 aprile alle 17.00. L'ho letto oggi su Marforio.
Lo scrittore sarà il presidente della Giuria del concorso "Raccontare il Monastero", promosso dalla Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania.
Purtroppo io non potrò esserci per motivi di lavoro.
Mi dispiace da morire.

Ma, voi che potete, andate!
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categoria:andrea de carlo, facoltà lettere e filosofia cat
martedì, 03 aprile 2007
Forse fino ad ora nessun libro mi ha mai coinvolta così tanto. E, forse, non mi sono mai disperata così tanto per la mancanza di tempo per leggerlo come avrei voluto e per la stanchezza che mi impediva una lettura "tutta d'un fiato".
Sono riuscita a terminarlo ieri, complici il mio primo vero giorno da laureata senza l'assillo degli esami e un raffreddore che mi ha inchiodata a letto senza possibilità di appello.

Qualcuno dice che questo libro bisogna leggerlo a 20 anni, per imparare a vivere meglio la vita. Per cercare di capirsi meglio...

Mario e Guido. Ci ho pensato tutta la notte.
Guido, come per Mario, era diventato per me quasi un'ossessione.
Per Mario, Guido è un punto di riferimento... un obiettivo da raggiungere... una persona da invidiare per come era.
Sono i due protagonisti del libro di Andrea De Carlo. Un libro scritto nel 1986 che racconta di questi due ragazzi che vivono gli anni più importanti, l'adolescenza, a stretto contatto.
Quel che mi resta incredibilmente impresso è il disperato bisogno l'uno dell'altro: un bisogno taciuto ma al tempo stesso urlato.
Due persone che si capiscono attraverso le loro occhiate laterali e sognano di fuggire da Milano, dai paesaggi grigi dell'industria.
Guido in particolare gira il mondo e cambia donne e case cercando un qualcosa che non troverà; per trovare una propria stabilità interiore.

Guido Laremi è un personaggio incredibile e, quando non è presente all'interno della narrazione, ne si sente la mancanza e si è impazienti di avere sue notizie...

Mario cresce, riesce ad uscire dall'ombra dell'amico, e si sentirà in dovere di aiutarlo a superare i momenti di difficoltà e a creargli una situazione stabile e serena.

Il libro ha un ritmo incalzante. La storia prende pieghe del tutto inaspettate e stupisce ad ogni capitolo... rende partecipi. Fa venir voglia di uscire di casa e cercare un amico come Guido.

Per la prima volta nella mia vita, ho sottolineato alcune frasi che mi colpivano. Una di queste me l'aveva letta il mio amico Alessandro.
La trascrivo qui, perché è importante per tutti. Anche per voi.
Prima parte, capitolo quattro, pagina 20. Parla Guido.

"Lo so come ti senti. E' come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l'unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male, prova ad immaginarti di essere già vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti"


Due di Due
Andrea de Carlo
Einaudi
Anno 1989
376 pagine
€ 9,00
Il libro su IBS
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categoria:andrea de carlo, einaudi, due di due, guido laremi
martedì, 03 aprile 2007
E così, anche questa esperienza è volata via in poco meno di 10 minuti.
Non appena avrò il video della discussione, voglio trascrivere le frasi lusinghiere e le lodi terribilmente imbarazzanti che il relatore e il presidente di commissione hanno snocciolato durante la "presentazione della candidata".
L'audio dell'auditorium era pessimo.
Forse non ho fatto il figurone che mi aspettassi. Volevo dire molto di più e, sicuramente, avrei voluto dirlo molto meglio.
Credo di aver fatto un discorso ridondante...
ma ciò che importa davvero è che adesso sono Dottoressa in Scienze della Comunicazione, con votazione 104 su 110.
Non male...

Ho mantenuto fede alla mia idea di non voler essere agitata. Ero molto tranquilla.
Solo quando mi hanno chiamata per prima, anziché per quarta, mi sono sentita frastornata.

Grazie a chi mi ha letto.
Non mi abbandonate
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